Ingredienti:

Composta di fichi Casa Iuorio

Per la caprese:

  • 3 uova
  • 125 g di zucchero
  • 185 g di mandorle
  • 125 g di fondente
  • 125 g di burro
  • 1 cucchiaino di Strega

Per il biancomangiare alla mandorla:

  • 500 g di bevanda di mandorla
  • 50 g di zucchero
  • 25 g di amido di mais
  • 25 g di fecola
  • 1 cucchiaino di cannella (un cucchiaino di Strega e buccia d’arancia facoltativi)

Per la copertura:

  • 100 g di zucchero a velo
  • Succo di limone o acqua q.b. (aggiungere poco per volta fino ad avere la consistenza desiderata)

 

Procedimento

Caprese

Per preparare il nostro dolce regalo dalla Campania, iniziamo dalla caprese. Sciogliamo il burro con il cioccolato fondente a bagnomaria. Dividiamo i tuorli dagli albumi. Aggiungiamo ai tuorli una parte dello zucchero e montiamo fino ad ottenere un composto abbastanza spumoso. Aggiungiamo il liquore Strega, la farina di mandorle e il cioccolato con il burro fusi. Montiamo gli albumi a neve con la restante parte di zucchero e aggiungiamo delicatamente al composto. Trasferiamo in una teglia precedentemente imburrata e infarinata e inforniamo a 180° per circa 30 minuti, in forno statico.

Biancomangiare

In un pentolino mescoliamo lo zucchero e le farine setacciate, gli aromi e la bevanda alle mandorle in due volte in modo da non formare grumi. Poniamo sul fuoco e mescoliamo frequentemente. Quando la crema comincia ad addensarsi, giriamo velocemente, togliamo immediatamente dal fuoco e trasferiamo all’interno dello stampo con la caprese e la marmellata, come mostrato nel video. In alternativa è possibile inserire il biancomangiare in una teglia abbastanza ampia e dopo che si sarà raffreddata, ricavare dei quadrati della stessa dimensione della caprese, ponendoli con delicatezza sopra di essa.

Copertura

La copertura ideale è il famoso “naspro”, tuttavia, possiamo utilizzare questa alternativa con lo zucchero molto più veloce. Basterà prendere dello zucchero a velo e aggiungere limone o acqua q.b. per ottenere un composto non troppo liquido, in modo da poter coprire il quadrotto di caprese. Dopo aver coperto tutti i dolci, possiamo aggiungere una punta di colorante rosso (oppure preparare una glassa ai frutti di bosco) e creare il fiocco per decorare.

 

Ricetta a cura di Maria Giovanna Parisi, fondatrice del progetto Maramé, che così descrive il piatto:

i fichi, carezzevole ricordo dell’estate, non possono mancare durante le feste natalizie. Sapientemente trasformati da Casa Iuorio, possiamo gustarli anche in inverno sotto forma di composta. Un ingrediente così non poteva essere altro che il cuore del mio “dolce regalo dalla Campania”. Ho selezionato alcuni tra i miei dolci campani preferiti e li ho avvolti in un dolce velo di zucchero. Il sapore di mandorla, che ritroviamo nel biancomangiare e nella caprese, si sposa benissimo con i fichi e con il cioccolato fondente. Non resta che mettersi all’opera e preparare per i propri cari, un dolce regalo… dalla Campania. Buon Natale a tutti ❤️

 

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Ingredienti:

 

Procedimento

  1. Per preparare il nostro filetto in crosta di tarallo con OrtoMayo di zucca, peperoni e zucchine, iniziamo frullando i taralli.
  2. Disponiamo in tre contenitori differenti i taralli in polvere, la farina e le uova sbattute con un pizzico di sale.
  3. Tagliamo il filetto a cubetti e passiamo un pezzo per volta prima nella farina, poi nell’uovo, nei taralli, ancora nell’uovo e nei taralli.
  4. Friggiamo in olio ben caldo per circa 5 minuti, fin quando la panatura sarà dorata.
  5. Serviamo con le OrtoMayo di zucca, zucchine e peperoni. Accompagniamo con i contorni Casa Iuorio (ad esempio broccoli, carciofini, zucchine sottolio).
  6. Il piatto è pronto, buon appetito!

 

Ricetta a cura di Maria Giovanna Parisi, fondatrice del progetto Maramé, che così descrive il piatto:

ancora una volta una ricetta semplice, nata dall’esigenza di non sprecare il cibo. Ho scelto di usare i taralli, che sono prodotti tipici del Sud Italia; il filetto di vitello che è un taglio di carne pregiato e gli ortaggi di Casa Iuorio, per ottenere un piatto che piacerà a grandi e piccini.

 

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Ingredienti:

 

Procedimento

  • Per preparare i maccaturi ai due pomodori, iniziamo lavorando i pomodori confit: prendiamo i datterini al naturale e dividiamoli in due parti. Disponiamoli su una teglia foderata con carta forno e condiamoli con olio extra vergine di oliva, sale, zucchero e aromi (basilico, timo). Facciamo cuocere in forno a 140° per circa 2 ore.
  • Mettiamo la genovese napoletana in un colino, con sotto un contenitore, e schiacciamo leggermente con un cucchiaio, in modo da far uscire il liquido contenuto all’interno.
  • Prepariamo la pasta formando una fontana con la farina setacciata e disponendo l’uovo all’interno. Lasciamo riposare sotto un canovaccio o all’interno di una busta o pellicola trasparente.
  • A parte prepariamo i due pomodori. Mettiamo un filo d’olio in una padella e aggiungiamo la salsa di datterino giallo (si può aggiungere anche aglio e basilico se ci piacciono). Ripetete la stessa operazione con il datterino rosso. Mettiamo entrambe le salse in una ciotola a raffreddare.
  • Stendiamo la pasta e formiamo dei quadrati. Farciamoli con la genovese. Formiamo un triangolo e richiudiamo come mostrato nella videoricetta. Cuociamo i “maccaturi” per circa 7 minuti. Intanto scaldiamo la salsa fuoriuscita dalla genovese. Spegniamo il fuoco e aggiungiamo due cucchiaini di crema al caciocavallo e tartufo e mescolate. Scoliamo la pasta all’interno.
  • A questo punto possiamo impiattare. Disponiamo i sughi ai due pomodori sul piatto e adagiamo i maccaturi conditi con la salsa, qualche pomodoro confit e i germogli di rafano.
  • Il piatto è pronto, buon appetito!

 

Ricetta a cura di Maria Giovanna Parisi, fondatrice del progetto Maramé, che così descrive il piatto:

Il termine dialettale maccatur’ deriva dal latino muccare, ovvero soffiarsi il naso. “U Maccatur” infatti, nel dialetto dell’Alta Valle del Sele, non è altro che un fazzoletto, che in tempi non eccessivamente remoti (ancora oggi alcune donne anziane ne fanno uso), veniva utilizzato dalle donne come una sorta di copricapo. Ho ritrovato lo stesso gesto nella chiusura della pasta, così mi è piaciuto dargli questo nome e una forma simile affinché questo ricordo permanga nella memoria e magari si conservi attraverso il cibo. Questo piccolo maccaturo porta con sé uno dei ragù tipici della nostra regione: la genovese. Per colorare ed insaporire ulteriormente il piatto non potevo non utilizzare i meravigliosi datterini gialli e rossi di Casa Iuorio che, attraverso un gioco di consistenze, rendono tutto più buono.

 

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Ingredienti:

(per 4/5 involtini)

Procedimento

  1. Per preparare gli involtini di rinforzo, iniziamo mettendo in una ciotola la farina setacciata. Versiamo l’acqua poco alla volta e giriamo contemporaneamente con una frusta per evitare il formarsi di grumi. L’impasto dovrà risultare abbastanza liquido. Ungiamo una padellina antiaderente con un pennello o con un pezzetto di carta assorbente e formiamo delle crêpes. Mettiamole una sopra l’altra delicatamente e copriamo con un canovaccio.
  2. Prendiamo un pezzo di baccalà precedentemente dissalato. Inseriamo l’acqua nella vaporiera insieme ad alcuni odori a scelta che conferiranno ulteriore profumo al baccalà. Mentre l’acqua inizia a bollire, tagliamo il baccalà a pezzi e inseriamolo nel cestello della vaporiera chiudendo con il coperchio. Attendiamo circa 8 minuti. A questo punto eliminiamo le lische e la pelle. Assaggiamo il baccalà per capire se è necessario aggiungere un pizzico di sale.
  3. In una padella mettiamo 3 cucchiaini di soffrittino di verdure di Casa Iuorio, un filo d’olio evo di Casa Iuorio e il baccalà. Facciamo cuocere circa un minuto mescolando di tanto in tanto. Aggiustiamo di sale, se necessario, e lasciamo raffreddare. A questo punto ci serviranno circa 250 g di Giardiniera di Casa Iuorio; scoliamo l’acqua in eccesso e tagliamola al coltello abbastanza finemente. Aggiungiamo del baccalà e amalgamiamo. Ora possiamo formare gli involtini!
  4. Mettiamo una crespella alla volta in un piatto, chiudiamo prima lateralmente e poi arrotoliamo, come mostrato nella video-ricetta. Formiamo tutti gli involtini. A questo punto in una padella (anche la stessa del baccalà), versiamo l’olio evo per uno spessore di circa 2 cm. Quando l’olio sarà ben caldo poniamo all’interno gli involtini con la parte della chiusura verso il basso, in modo che possa sigillarsi. Appena questa parte sarà dorata, giriamola dall’altro lato. Trasferiamo gli involtini dorati su carta assorbente.
  5. Per impiattare, disponiamo in un piatto della misticanza con sopra i peperoni in agrodolce di Casa Iuorio; in una ciotolina mettiamo la composta di peperoni piccanti di Casa Iuorio che ricorderà la tipica salsa di accompagnamento degli involtini primavera.
  6. Il piatto è pronto, buon appetito!

Ricetta a cura di Maria Giovanna Parisi, fondatrice del progetto Maramé, che così descrive il piatto:

un finger che a mangiarlo sa di tradizione ma anche di apertura al mondo; è infatti una ricetta che strizza l’occhio all’Oriente (sempre più presente nel nostro modo di alimentarci) ma che racchiude al suo interno secoli di tradizione campana. Pur essendo numerose le ipotesi sulle origini del suo nome, l’insalata di rinforzo è infatti uno dei piatti più antichi della tradizione natalizia napoletana.

 

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