Il diario di famiglia di Casa Iuorio è la sezione nata per informare sulle attività della nostra azienda agricola.

Che cosa racconta il Diario di Famiglia?

Dalle coltivazioni nei campi, situati ai piedi dei Monti Alburni, alle materie prime. Fino alla loro trasformazione artigianale, fatta direttamente nel nostro laboratorio. In questa sezione sono raccolti anche gli eventi ai quali partecipiamo per far conoscere i nostri amati prodotti.

Si tratta di una sezione che unisce testi, immagini e video, tutti realizzati per far capire in che modo produciamo le nostre bontà.

Pratichiamo un’agricoltura tradizionale, non intensiva, senza serre né mezzi industriali, in un territorio pulito, situato in provincia di Salerno, con lo scopo di produrre cibo sano.

Nella nostra dispensa si trovano solo eccellenze di stagione: l’olio extra vergine di oliva; i sottoli (zucchine, melanzane, peperoni, carciofini); le conserve di pomodoro rosso e giallo (passata, pelati, pacchetelle); le creme al tartufo.

La nostra ricerca dei semi autoctoni della Valle del Sele

Se c’è una cosa che contraddistingue la nostra azienda agricola è la volontà di ricercare semi autoctoni e continuare a coltivare orti con le specie dell’Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno.

Oggi le varietà più coltivate sono selezionate in base alla maggiore resa, ai gusti dei consumatori e alle tecniche di coltivazioni intensive. In questo modo si sta andando incontro ad una incredibile omologazione, sia di gusto che di biodiversità agricola. Dimenticando come le varietà più antiche siano anche più resistenti alle malattie e ricche di maggiori nutrienti.

Spinti da queste consapevolezze abbiamo deciso di iniziare un percorso di studio e ricerca alla scoperta di antiche sementi locali. Vogliamo restituirle alla terra e poi riportarle sulle tavole degli amanti della buona cucina.

Per fare un esempio di cosa significhi recuperare semi autoctoni di una antica varietà agricola, riportiamo il nostro percorso alla ricerca dei semi del broccolo aprilatico, che cresce nei nostri circondari. Con quale obiettivo? Farlo assaggiare presto agli esploratori del gusto, sempre in cerca di sapori essenziali e autentici.

Broccolo aprilatico: la ricerca dei semi autoctoni

Il confronto con gli anziani contadini del posto è stato l’elemento alla base della nostra indagine conoscitiva. Seguendo le loro indicazioni siamo riusciti a risalire alle zone di coltivazione. E alle famiglie che potevano essere ancora in possesso dei semi, ormai difficili da trovare. Spesso, infatti, queste varietà sono coltivate solo in ristretti contesti familiari e raramente chi custodisce i semi è a conoscenza del valore di ciò che possiede.

Le prime indagini non sono andate a buon fine, abbiamo identificato diverse varietà di broccolo ma non il broccolo aprilatico che stavamo cercando. E ciò ci ha permesso di riflettere sulle ricchezze della agrobiodiversità della zona in cui la nostra famiglia ha da sempre coltivato la terra e in cui abbiamo deciso, in continuità, di avviare la nostra azienda agricola.

 

Broccolo "spiert" di Palomonte.

Broccolo “spiert” di Palomonte.

 

Friariello.

Friariello.

 

Cima di rapa.

Cima di rapa.

Tenacia e fortuna ci hanno condotto sulla buona strada, dopo quasi un anno di confronti. E quando pensavamo di dover gettare la spugna abbiamo finalmente incontrato un’anziana signora che possedeva i semi autoctoni del broccolo aprilatico, proprio quello che stavamo cercando!

Broccolo aprilatico.

Broccolo aprilatico.

Si tratta di un broccolo che porta con sé la primavera, chiamato così proprio per richiamare il mese in cui viene raccolto. Questo broccolo si semina nel periodo settembre-ottobre e si coglie per tutto il mese di aprile, fino ai primi di maggio. Presenta un colore verde chiaro, consistenza delicata e gusto dolce che si può assaporare in cucina in tanti modi, ma per apprezzarlo al meglio consigliamo di prepararlo scaldato come contorno fresco oppure saltato in padella.

Casa Iuorio a Gourmandia dal 13 al 15 aprile

Dal 13 al 15 aprile saremo a Gourmandia, il prestigioso evento gastronomico di primavera, giunto alla quarta edizione, dedicato al cibo artigiano.

La manifestazione, ideata dal giornalista enogastronomico Davide Paolini, fondatore del Gastronauta, è diventata in poco tempo punto di riferimento per le produzioni di qualità. L’iniziativa si svolgerà all’Opendream di Treviso, in una ex area industriale adibita alla lavorazione di ceramiche di uno storico marchio veneto. Richiamerà i nomi più importanti delle eccellenze enogastronomiche italiane.

Incontri, show cooking, dibattiti di specialisti, giornalisti e addetti ai lavori, metteranno i prodotti artigianali al centro dell’attenzione, con l’obiettivo di valorizzare soprattutto le filiere di qualità.

Fra i nomi del fitto calendario di eventi spiccano quelli di Massimiliano Alajmo, chef del ristorante tre stelle Le Calandre; Luigi Biasetto, alla guida dell’omonima rinomata pasticceria; Gennaro Esposito, chef del Ristorante La Torre del Saracino di Vico Equense.

Cosa porteremo a Gourmandia

A Gourmandia saremo presenti anche noi dell’Azienda Agricola Casa Iuorio. Esporremo una selezione dei nostri prodotti: l’olio extra vergine di oliva Dop Colline Salernitane, i sottoli , le creme, i sughi e le conserve di pomodoro. Tutti preparati in modo artigianale, cioè fatti a mano, dal campo al vasetto in poche ore, senza l’aggiunta di conservanti, coloranti e additivi. Frutto di un’agricoltura che non contempla l’uso di sostanze chimiche, praticata in campo aperto, nel rispetto della natura e della stagionalità delle coltivazioni. I nostri terreni si estendono in un paesaggio naturale, ai piedi dei Monti Alburni. Fanno parte, infatti, dell’area della Comunità Montana Tanagro – Alto e Medio Sele, tra i Monti Picentini e l’Appennino lucano.

Siamo orgogliosi di poter presentare i nostri prodotti ad un pubblico di chef stellati e addetti ai lavori specializzati. Descriveremo perciò con piacere i dettagli del nostro lavoro, per far conoscere lo studio, la cura, l’attenzione che si celano dietro ogni nostro prodotto. Per condividere la gioia di ritornare a mangiare in modo sano. E, di conseguenza, restituire al cibo la sua principale dimensione di elemento fondamentale per la nostra salute.

A Casa Iuorio studio, amore e competenza per un cibo sano e buono

Casa Iuorio è nata dall’idea di coltivare specie autoctone di verdure e ortaggi tipici della Valle del Sele.

E dalla voglia di soddisfare una richiesta crescente: tornare a mangiare cibo sano e naturale, con pochi ingredienti, semplici e buoni, proprio come quando eravamo bambini.

Spinti da questo desiderio, abbiamo iniziato a trasformare i preziosi doni della nostra terra – profumati, genuini e ricchissimi di sostanze nutritive, per offrire gli antichi sapori di casa nostra.

Abbiamo messo su una grande cucina, moderna e attrezzatissima, immersa nel verde di Palomonte, in provincia di Salerno. Qui ogni giorno sperimentiamo nuove idee, ci divertiamo nella creazione non solo di conserve, ma anche di sottoli, sughi, creme, infusi.

Il nostro intento è creare un marchio di eccellenza del food italiano, che tragga un’ispirazione visionaria dal mondo dei nostri nonni e che rappresenti un punto di riferimento per gli amanti del cibo sano e genuino.

Con grande determinazione abbiamo iniziato a mettere insieme esperienza su esperienza, rafforzata da studio e disciplina. Non solo gli studi e i master ma anche gli anni trascorsi all’estero ci hanno fatto acquisire un corposo bagaglio di conoscenze.

Chi siamo

La nostra squadra è composta da Claudio, Anna e Mirella, tutti accomunati da un solo sogno: competere ad altissimi livelli, sapendo di poter contare su prodotti dalle caratteristiche inimitabili.

Claudio & Anna, entrambi laureati in lingue e con una lunga esperienza in campo commerciale, soprattutto nel settore export.

Claudio, amante della natura e appassionato di agricoltura, segue tutte le fasi della coltivazione dei terreni, aiutato da un esperto agronomo.

Anna, cresciuta in una famiglia irpina, con una grande passione per il cibo sano e la buona cucina, si è sempre richiamata a questo modello, anche per proporre nuove ricette per la dispensa di Casa Iuorio.

Mirella, laureata in Scienze Ambientali, coltiva da sempre il desiderio di dare sostanza alla tutela del territorio, attraverso la valorizzazione dei suoi prodotti migliori.

La ricetta per l’eccellenza? La preparazione!

Oggi sarebbe impensabile continuare a coltivare la terra come si faceva 60 anni fa o riprodurre pari pari le ricette della nonna. Grazie alle nuove conoscenze sono stati acquisiti e perfezionati molti processi che abbiamo fatto anche nostri, ed è diventata inevitabile la collaborazione con specialisti di diversi settori.

Il contadino si avvale sempre più della collaborazione dell’agronomo per ridurre/eliminare l’uso di pesticidi e altre sostanze chimiche, mentre il tecnologo alimentare è entrato in cucina ad affiancare chi sta ai fornelli, permettendo alle ricette della tradizione di essere conservate al meglio, nel rispetto degli standard volti a garantire tracciabilità, sicurezza e qualità degli alimenti.

Il nostro team si è così allargato con un agronomo di fiducia, un professionista accreditato presso la Regione Campania, che collabora con l’Università degli Studi di Salerno e con il CRAA – Centro per la Ricerca Applicata in Agricoltura. E con un tecnologo alimentare, un professionista di alto livello, già consulente di altre prestigiose aziende del food italiano.

Lavorare in questo modo ci permette di valorizzare al meglio le nostre produzioni non intensive, preparate a mano dalla raccolta al vasetto, nel rispetto di ogni normativa vigente.

I nostri prodotti nel mondo

I nostri prodotti sono conosciuti ed apprezzati non solo in Europa (Svizzera, Francia, Germania, Svezia,) ma anche nei mercati più lontani e difficili, come Asia e Medio Oriente.

Ormai sappiamo bene che quando ci si rapporta con i mercati esteri si incontrano clienti esigenti e preparati, che conoscono bene l’Italia e la sua cultura alimentare e hanno delle richieste molto specifiche. Chi compra all’estero non vuole solo assaggiare il prodotto e sapere che è buono e che soddisfa le sue papille gustative. Vuole avere anche le specifiche tecniche del prodotto, conoscere i valori nutrizionali, oltre all’analisi sensoriale e a molte altre informazioni che bisogna essere pronti a fornire.

Nuove specialità fatte a mano: i broccoli al naturale

Nell’azienda agricola di Casa Iuorio ci occupiamo della coltivazione e della trasformazione artigianale di ciò che la natura ci offre, nel rispetto della stagionalità.

Come dice anche la scienza, mangiare verdure e ortaggi di stagione significa nutrirsi con alimenti più sani e ricchi di nutrienti, oltre a rispettare maggiormente anche l’ambiente.

In questo periodo, ad esempio, siamo alle prese con la raccolta e la lavorazione a mano dei broccoli. Con un occhio a nuove e sorprendenti specialità.

Oggi parliamo dei broccoli al naturale, conservati in vasetti di vetro e pronti all’uso, anzi agli usi, data la versatilità di questi ortaggi.

Tutto rigorosamente a mano

Ogni fase della produzione dei broccoli, come degli altri ortaggi di stagione che coltiviamo, viene eseguita senza l’ausilio di macchine industriali ma in modo artigianale, cioè rigorosamente a mano.

Le nostre coltivazioni sono concepite in modo non intensivo, in campo aperto e su terreni che consentono ridotte produzioni. La raccolta, la mondatura, il lavaggio dei broccoli, sono operazioni che eseguiamo esclusivamente a mano. Come pure la preparazione in vasetto: ogni nostro prodotto è unico!

Raccolta manuale dei broccoli.

La raccolta manuale dei broccoli.

 

Broccoli appena raccolti.

I broccoli appena raccolti.

 

Broccoli sbollentati.

I broccoli sbollentati.

 

Broccoli pronti nei vasetti.

I broccoli pronti nei vasetti di vetro.

Come cucinare i broccoli al naturale?

I broccoli al naturale sono una prelibata alternativa per mangiare un prodotto freschissimo, che in cucina può essere usato in tanti modi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ecco alcuni dei nostri suggerimenti:

    • saltati in padella con aglio e peperoncino
    • come ripieno di calzoni, focacce o pasta fatta in casa
    • come contorno caldo, conditi semplicemente con olio e sale
    • sulla pizza, insieme alle salsicce
    • con la pasta, dagli spaghetti alle orecchiette

 

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Il nostro Carnevale fra “chiacchiere” e storie

Questa settimana entrano nel vivo i festeggiamenti del Carnevale fino al 5 marzo. In questo giorno cade il martedì grasso, si chiudono poi le celebrazioni carnevalesche e inizia il tempo di Quaresima.

Le origini del Carnevale si perdono in alcune celebrazioni pagane. Dalle feste in onore di Saturno nella Roma antica e quelle in onore di Dioniso in Grecia. In entrambe queste occasioni il vero protagonista era il divertimento folle e sovvertitore delle regole quotidiane, il cui spirito, con modalità differenti, è lo stesso del Carnevale di oggi.

Scherzi, maschere, divertimento e buon cibo caratterizzano il Carnevale che si festeggia nelle zone dall’Alta Valle del Sele dove risiede la nostra azienda agricola. Attingendo però dai resoconti dei nonni, e dei nostri genitori, possiamo renderci conto di quanto le celebrazioni del Carnevale siano cambiate rispetto agli anni 40, 50 e 60.

Allora ci si i mascherava utilizzando abiti dismessi che si trovavano in casa e si faceva la “mascarata”, cioè una festa in maschera. Una festa di paese che consisteva nel fare il giro delle case, soprattutto dei vicini, con travestimenti improvvisati – le maschere era chiamate “ciavon”.

Chi apriva la porta doveva indovinare l’identità della persona nascosta sotto la maschera e nel mentre si cantava, si ballava e si scherzava, soprattutto con i più anziani della casa. Una volta svelata l’identità della “maschera”, si offriva pane e salsiccia, oltre alle immancabili chiacchiere. Già allora nell’impasto si usava l’olio extra vergine di oliva al posto del burro, cosa che noi facciamo ancora oggi.

Per il pranzo del martedì grasso si preparava un brodo fatto con frattaglie di maiale, fusilli al sugo – quest’ultimo preparato con pezzi poveri di maiale – gallina ripiena e sempre le chiacchiere.

I fusilli avanzati non venivano mangiati il giorno dopo ma dati come pasto alle galline poiché si credeva che ciò potessero contribuire a far produrre più uova.

Ricetta delle chiacchiere

Dopo averle citate come uno dei dolci tipici del Carnevale dall’Alta Valle del Sele, almeno dal secondo dopoguerra ad oggi, non potevamo non proporre la ricetta delle chiacchiere. Quest’anno abbiamo preparato l’impasto con farina di risciola semi integrale dei PiantaGrani, un grano antico dell’Alta Valle del Sele e naturalmente il nostro olio extra vergine di oliva che usiamo per amalgamare gli impasti fatti in casa, sia dolci che salati. Al posto dell’olio si può usare anche il nostro limonolio, un infuso di olio extra vergine di oliva e limoni della costiera amalfitana, per dare all’impasto il piacevole profumo del limone.

  • 400 g di farina di risciola semi integrale oppure farina 00
  • 3 uova
  • 40 g di olio extra vergine di oliva
  • 40 g di zucchero
  • Mezzo bicchiere di Vermouth
  • Un pizzico di sale
  • Buccia di limone grattugiata
Casa Iuorio olio chiacchiere

Il nostro olio extra vergine di oliva usato per amalgamare l’impasto

 

Casa Iuorio impasto chiacchiere

L’impasto è pronto

 

Casa Iuorio preparazione chiacchiere

Le chiacchiere prendono forma

 

Casa Iuorio chiacchiere pronte

Le chiacchiere in tavola per l’assaggio

Api e chiocciole: la vita che popola i nostri campi

È bastato qualche giorno di sole, dopo le continue piogge dei mesi scorsi, per assistere nuovamente al meraviglioso spettacolo della natura che si rinnova.

Chiocciole, api e altri piccoli animali sono ritornati a popolare i nostri terreni, a posarsi su fiori e piante. Eravamo in mezzo ai campi per la raccolta dei broccoli: le api ronzavano alla ricerca di polline, le chiocciole erano in cerca di cibo e rifugio.

Sappiamo quanto la presenza degli insetti e di altri minuscoli esseri viventi sia un fattore rilevante per l’agricoltura. Soprattutto le api, grazie alla loro funzione di impollinatori naturali, permettono alle piante di riprodursi e continuare il loro ciclo vitale.

L’importanza della presenza degli insetti nei campi

Vedere le api e altri insetti fra le nostre coltivazioni ci incoraggia a proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso. Siamo consapevoli del ruolo svolto da questi piccoli esseri viventi per l’ecosistema del nostro pianeta.

Proprio la settima scorsa abbiamo letto una notizia preoccupante sulla prestigiosa rivista National Geographic. Secondo quanto riportato dall’articolo, tante specie di insetti stanno gradualmente scomparendo. E le prospettive non sono per niente incoraggianti. Molti insetti sono a rischio di estinzione, con danni inestimabili per gli altri esseri viventi. Molti insetti, infatti, non sono solo cibo necessario per altri animali della catena alimentare ma svolgono la funzione indispensabile dell’impollinazione, senza la quale non avremmo frutti e piante e in più sono dei perfetti “spazzini” per ripulire l’ambiente.

Ma quali sono le cause che spiegano la riduzione di tante specie di insetti?

Le ipotesi sono molteplici e non esiste un’unica responsabilità. Fra gli imputati ci sono temi molto sentiti in questo nostro momento storico: l’inquinamento, i cambiamenti climatici, le coltivazioni intensive e in serra con l’uso di insetticidi, le rapide trasformazioni degli ambienti rurali. In generale si sono ridotti gli habitat naturali di molte specie di insetti e ciò ne ha decretato la difficoltà a sopravvivere.

L‘esempio più evidente è proprio quello delle api. Da diversi anni ormai si levano appelli per evitarne la morìa ed è sempre di questi giorni la notizia che in Baviera una petizione salva-api ha ottenuto un grande successo popolare, raccogliendo molte adesioni, a dimostrazione della maggiore sensibilizzazione verso questo problema.

Ci piace affrontare queste tematiche perché la conoscenza e la consapevolezza sono strumenti fondamentali per invertire la marcia e recuperare un sano equilibrio fra la natura e l’uomo.

 

Api sui broccoli

Le api sui fiori dei nostri broccoli.

 

Casa Iuorio api su fiori di zucca

Ape sui nostri fiori di zucca la scorsa primavera.

Broccolo “spiert”: l’impegno per la biodiversità che parte dai nostri campi

Fra gli ortaggi di stagione, che la natura ci consegna in questo periodo, figurano i broccoli di rapaspiert”. Si tratta di un ecotipo tradizionale di broccolo che nella nostra famiglia abbiamo sempre coltivato, fin da quando ne abbiamo memoria. I nostri nonni, e i loro genitori prima ancora, già lo coltivavano e abbiamo imparato ad apprezzarlo a tavola nelle ricette della tradizione.

Le storie molto spesso sono scritte nelle parole, se sappiamo leggerle con attenzione. Il termine “spiert” racchiude in poche lettere tutto il significato di questa coltivazione: dal dialetto dell’Alta Valle del Sele si può tradurre come spontaneo, selvatico ad indicare proprio come questo broccolo sia un frutto naturale della nostra terra. Probabilmente all’inizio non era coltivato, cresceva liberamente in mezzo ai campi. Poi qualcuno ha deciso di salvarne i semi e così ha iniziato a coltivarlo in modo sistematico.

Nell’azienda agricola Casa Iuorio abbiamo deciso di salvaguardare questo ecotipo di broccolo di rapa dal rischio di estinzione e abbiamo voluto continuare a coltivarlo. Anche per valorizzare la biodiversità della nostra area geografica. Lo seminiamo in autunno, a partire dal mese di ottobre. Il raccolto, fatto a mano, inizia proprio verso la fine di gennaio e si protrae in modo scalare fino ai primi di aprile.

Le piantine di broccolo “spiert” si presentano con una parte centrale corposa, ben protetta da foglie laterali grandi, dal colore verde scuro. I broccoli di rapa che vengono raccolti rappresentano l’infiorescenza della pianta ma si possono selezionare anche le foglie più tenere.

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Dove produciamo il broccolo “spiert”

L’azienda agricola Casa Iuorio si estende nel comune di Palomonte, nel territorio dell’Alta Valle del Sele, a sud della provincia di Salerno. La valle è caratterizzata da una parte dal fiume Sele, intorno a cui gravita un ricco ecosistema e dall’altra dai Monti Alburni, le cui vette più alte in questo periodo sono imbiancate dalla neve.

I nostri campi sono collocati in un paesaggio incontaminato. Le coltivazioni sono fatte in campo aperto, nel pieno rispetto della stagionalità e della terra.
 

Broccolo spiert Casa Iuorio

I nostri broccoli coltivati in campo aperto.

 

Broccoli Casa Iuorio

I broccoli Casa Iuorio.


 
Una piantina di broccolo.

Una piantina di broccolo.


 
La parte edibile del broccolo.

La parte edibile del broccolo.

 



Api sui broccoli

Le api sui fiori dei nostri broccoli.

Broccoli di rapa: dalla trasformazione a mano alla tavola

Fra le coltivazioni della nostra azienda agricola figurano anche i broccoli di rapa. Nel pieno rispetto della stagionalità, vengono raccolti proprio a partire da questi giorni e fino ai primi del mese di aprile, quando l’inverno lascia definitivamente il passo alla primavera.

I broccoli che coltiviamo appartengono ad un ecotipo tradizionale dell’Alta Valle del Sele, che nel dialetto locale è detto “spiert”, cioè “spontaneo”, “selvatico”. Un termine che riesce ad evidenziare molto bene il rapporto naturale di questo ortaggio con la terra in cui continuiamo a coltivarlo. Sia per preservarne i semi che per dare il nostro contributo alla valorizzazione della biodiversità locale.

Si tratta di un ecotipo che nel tempo ha trovato il suo ideale connubio con i terreni fertili dei Monti Alburni, alle pendici dei quali insistono i nostri appezzamenti di terra, coltivati in campo aperto. I terreni sono collocati in mezzo alla vegetazione tipica della macchia mediterranea. Dopo la raccolta i broccoli vengono trasformati a mano e messi in vasetto, pronti per essere gustati. Vediamo come.

Preparazione dei broccoli sottolio

Raccolti e sistemati in ampie ceste, per conservare tutta la loro freschezza, i broccoli vengono portati in laboratorio, nell’arco di 24 ore dalla raccolta. Qui si procede prima alla selezione delle parti migliori e poi al loro lavaggio. Il passaggio successivo è la sbollentatura in acqua e aceto, quindi i broccoli vengono messi a scolare e raffreddare.

Cassetta di broccoli

Una cassetta di broccoli.

 

Selezione broccoli

I broccoli vengono selezionati scegliendo solo le parti migliori.

 

Broccoli lavati

I broccoli vengono lavati.

 

Broccoli sbollentati

Broccoli sbollentati.

Ormai manca poco al risultato finale. I broccoli vengono sistemati in vasetti, precedentemente sterilizzati, con il nostro olio extra vergine di oliva, aglio e peperoncino piccante. Senza l’aggiunta di coloranti né conservanti. Non resta che assaggiare, per assaporare un prodotto che ha il profumo ed il gusto della genuinità.

Condimento broccoli

Olio extra vergine di oliva, aglio e peperoncino piccante pronti per il condimento.

 

Vasetti di broccoli sottolio

I broccoli vengono sistemati nei vasetti.

 

Broccoli in vasetto

Il tappo chiude il vasetto ed il sottolio è pronto.

Una volta aperto il vasetto, bisogna aggiungere un filo d’olio e conservarlo in frigorifero.

Consigli in cucina

I nostri broccoli sottolio sono adatti per arricchire gli antipasti ma anche per condire la pizza o farcire piadine e focacce. Si possono abbinare anche come contorno di carne, pesce e formaggi.

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Olio extra vergine di oliva: l’eccellenza del Dop Colline Salernitane

L’olio extra vergine di oliva Dop Colline Salernitane è uno dei prodotti di eccellenza della dispensa Casa Iuorio.

Attraverso la degustazione se ne possono apprezzare le note distintive: il colore dal verde al giallo paglierino, il gusto deciso, l’acidità che non deve superare lo 0,7%. È un olio di qualità superiore, ottenuto in un’ampia area, vocata da tempo immemore alla coltivazione di ulivi. Passeggiando nelle aree dell’entroterra salta all’occhio la vitale presenza degli uliveti, di fondamentale importanza anche per la stabilità dei suoli.

La certificazione Dop – Denominazione di Origine Protetta, è una ulteriore garanzia per il consumatore, poiché le aziende aderenti al Consorzio devono rispettare un preciso disciplinare di produzione.

Studi approfonditi hanno fatto risalire la coltivazione degli ulivi agli antichi coloni della Magna Grecia. Con i Romani questa coltivazione si diffuse ancor di più, fino a diventare un elemento caratteristico del paesaggio della provincia di Salerno. Oggi il Dop Colline Salernitane viene prodotto in più di 80 comuni, dal Vallo di Diano alla Costiera Amalfitana.

Le olive da cui si ottiene l’olio Casa Iuorio appartengono alle varietà Carpellese e Frantoio. Sono raccolte a mano e molite entro 24 ore, trasportate al frantoio in apposite cassette forate. Sono spremute a freddo, cioè a temperature che non superano i 27 gradi, in modo da mantenere intatte le qualità organolettiche delle olive e di conseguenza i benefici dell’olio. L’acidità riscontrata quest’anno è pari allo 0,3%. Il succo di oliva che si estrae è la più fedele espressione della bontà che le terre salernitane sono in grado di offrire.

Casa Iuorio raccolta olive

La raccolta delle nostre olive.

 

Casa Iuorio olive

Le olive da cui otteniamo il nostro olio extra vergine.

 

Casa Iuorio frantoio

Al frantoio.

 

Casa Iuorio estrazione olio

L’olio con il tipico colore dell’extra vergine.

 

Provalo! Sarà un’esperienza indimenticabile per le tue papille gustative.

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Proposte per la merenda dei più piccoli

L’olio extra vergine di oliva Dop Colline Salernitane è ideale per insalate e grigliate di pesce ma anche a crudo su zuppe e minestre. Ci piace consigliarlo in una duplice versione, per proporre una merenda sana ai nostri bambini.

  • Pane e olio: probabilmente è insieme la merenda più semplice e genuina di sempre. L’olio profumato incontra la bontà del pane casereccio e diventa anche occasione per spiegare ai più piccoli come facevano merenda i loro nonni, quando i dolciumi erano cosa rara e la pausa pomeridiana veniva consumata quasi sempre all’aperto.
Casa Iuorio pane e olio

Pane e olio.

  • Dolce fatto in casa: nella nostra tradizione di famiglia l’olio è stato sempre usato anche per amalgamare gli impasti, sia quelli dolci che salati. Per una buona merenda niente di più veloce di una fetta di ciambella fatta con pochi ingredienti ma dal grande valore nutrizionale. Proponiamo di seguito una ricetta facile facile da replicare: 300 g di farina 00; 150 g di zucchero; 100 ml di olio extra vergine di oliva; 50 ml di latte; 3 uova; scorza di limone; 1 bustina di lievito in polvere per dolci.
Casa Iuorio impasto con olio

Impasto per dolce con olio extra vergine di oliva.

 

Casa Iuorio dolce fatto in casa

Il risultato finale.

 

Carciofo bianco di Pertosa: tutto il gusto in una forma perfetta

Dici Pertosa e pensi subito allo scenario delle grotte che si trovano nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. In realtà, questo territorio a Sud della provincia di Salerno, è conosciuto anche perché è diventato il custode del carciofo bianco, un ortaggio in via di estinzione che identifica il suo nome con uno dei comuni in cui è stata ripresa la coltivazione. Oltre a Pertosa, il carciofo bianco cresce anche nelle zone limitrofe di Auletta, Caggiano e Salvitelle.

Il carciofo bianco di Pertosa è stato inserito nell’elenco dei prodotti agro alimentari tradizionali della Regione Campania e successivamente è diventato anche Presidio Slow Food. Ciò sta ad indicare il suo ruolo rilevante nella salvaguardia della biodiversità locale e il compito di chi ha accolto la coraggiosa sfida di continuare a coltivarlo.

Le caratteristiche del carciofo bianco di Pertosa

Il carciofo bianco di Pertosa ha un colore verde molto chiaro, tendente all’argento, da qui il riferimento al bianco contenuto nel nome. Il carciofo ha una forma tondeggiante, si presenta grande e senza spine. Il cuore ha un sapore particolarmente delicato, che si presta sia alla consumazione fresca che alla conservazione sott’olio.

Noi di Casa Iuorio, per preparare i sottoli di carciofo bianco, seguiamo una ricetta tradizionale che predilige solo ingredienti di qualità: olio extra vergine di oliva, succo di limone e alcuni aromi del nostro orto quali alloro, aglio e peperoncino.

Il carciofo bianco di Pertosa: la coltivazione in Casa Iuorio

Consapevoli delle caratteristiche pregiate di questo ortaggio, abbiamo deciso di coltivarlo anche nella nostra azienda agricola. Per avviare le prime coltivazioni abbiamo selezionato direttamente le piantine presso coltivatori di fiducia proprio di Pertosa, dove ci siamo recati personalmente. I nostri terreni, coltivati in campo aperto, insistono nelle zone dei Monti Alburni e risultano particolarmente fertili e adatti a queste coltivazioni. In attesa del prossimo raccolto, lasciamo fiduciosi che la natura faccia il suo corso, come succede da sempre.

 

Pertosa

Pertosa vista da lontano.

 

Piante di carciofo bianco di Pertosa

Il campo di Pertosa coltivato anche con i carciofi.

 

Filari carciofo bianco di Pertosa

In mezzo ai filari di carciofi.