Come Azienda Agricola non ci occupiamo solo della coltivazione e trasformazione artigianale di ortaggi e verdure tipiche della nostra zona, cioè i territori a Sud della provincia di Salerno.

Abbiamo a cuore il rispetto per l’ambiente che ci ospita e siamo animati dal desiderio di tutelare la biodiversità delle nostre coltivazioni. Per questo siamo sempre alla ricerca di semi autoctoni da reintrodurre e salvaguardare.

Come tuteliamo la biodiversità

L’impegno per la conservazione della biodiversità passa attraverso le nostre scelte di continuare a piantare i semi di ecotipi locali tradizionali di ortaggi e verdure. Con l’obiettivo di prepararli e farli apprezzare ancora agli amanti della buona cucina.

Fra gli esempi di specie che continuiamo a coltivare figurano il broccolo di rapa “spiert” di Palomonte, che è legato alla nostra area geografica. E il broccolo aprilatico, del quale siamo riusciti a recuperare i semi dopo lunghe indagini fatte presso gli anziani contadini della zona.

Articoli

I nostri prodotti al Forum su clima ed energia

Il nostro olio extra vergine di oliva Dop “Colline Salernitane” sarà fra i protagonisti dell’aperitivo 100% rinnovabile che sarà offerto in occasione del Forum “Clima ed energia. L’Italia e la Campania alla sfida del clima“, promosso da Legambiente Campania.

Il forum si svolgerà il 4 giugno a Salerno, presso il Salone Bottiglieri di Palazzo S. Agostino, sede della Provincia. In questa occasione sarà presentato il rapporto campano sui comuni rinnovabili 2019. Si tratta di un rapporto annuale che Legambiente pubblica per mettere in evidenza le buone pratiche in tema di energia rinnovabile.

Perché partecipiamo al Forum su clima ed energia

Insieme ad altre realtà virtuose del territorio, avremo l’onore di offrire un aperitivo sano, 100% rinnovabile.

Il nostro olio extra vergine di oliva Dop, estratto a freddo, si potrà assaggiare con il PanDeiPani, il pane di Storie di PiantaGrani fatto con grani tradizionali e lievito madre, preparato da Helga Liberto Chef dei Grani.

Insieme all’olio e al pane anche la mozzarella nella mortella della Tenuta Chirico del Cilento ed i vini delle cantine Torre Venere e Simone Giacomo di Benevento, tutte espressioni autentiche del territorio campano.

È per noi un grande onore poter partecipare con i nostri prodotti al Forum su clima ed energia, in cui si tratteranno argomenti così importanti, legati al clima e all’ambiente – spiegano Claudio Iuorio, Anna Prizio e Mirella Iuorio, dell’azienda Agricola Casa Iuorio. Sono temi a noi molto cari da sempre. Nella nostra azienda agricola, infatti, pratichiamo un’agricoltura non intensiva e rispettosa del ciclo delle stagioni. Inoltre ci adoperiamo per continuare a coltivare specie orticole autoctone, preservando così la biodiversità della zona in cui insiste la nostra realtà agricola”.

Due i momenti che caratterizzeranno il forum: nella prima parte, moderata da Mariateresa Imparato – presidente di Legambiente Campania, saranno presentati i comuni rinnovabili; nella seconda parte, moderata da Michele Buonomo – segretario nazionale di Legambiente, saranno esposte le buone pratiche amiche del clima.

Fra gli interventi anche quelli di Carmine Lubritto, dell’Università Vanvitelli e Antonio Marchiello, assessore regionale alle attività produttive e alla ricerca scientifica.

Cosa significa coltivare in campo aperto?

La scorsa settimana una tregua delle condizioni meteo ci ha permesso di mettere a dimora le piantine dei nostri orti: pomodoripeperonimelanzane zucchine.

Nell’azienda agricola di famiglia pratichiamo l’agricoltura in campo aperto, cioè senza fare uso delle serre. Seguiamo la stagionalità delle diverse varietà di verdure e ortaggi che coltiviamo e poi trasformiamo a mano.

Casa Iuorio paesaggio

Il paesaggio in cui sono immersi i nostri orti.

 

Le piantine pronte per essere accolte dalla terra.

 

Casa Iuorio piantumazione manuale

Le attività nei nostri orti si fanno a mano.

Sappiamo bene che si tratta di una scelta in controtendenza ma è la mission che ci siamo dati. Coltivare specie autoctone dell’Alta Valle del Sele, nel rispetto dei tempi dettati dalla natura. Per ottenere dalla loro trasformazione a mano solo prodotti di eccellenza.

Fare agricoltura in questo modo ci permette anche di continuare a coltivare varietà che altrimenti scomparirebbero. Si tratta di varietà orticole che sono espressione dell’area in cui operiamo, sia perché da sempre presenti, sia per le caratteristiche organolettiche strettamente legate ai suoli di queste aree.

Come ci spiega bene il nostro agronomo di fiducia, Angelo Napoliello, che per anni è stato responsabile dell’area del Sele per la Regione Campania. I suoi consigli animano il percorso che stiamo facendo.

Le parole dell’agronomo

Casa Iuorio sta recuperando il germoplasma di antiche varietà orticole e in questo modo le salva dall’estinzione – afferma Napoliello. Non è una cosa da poco perché si tratta di varietà “pure” rispetto alle specie geneticamente modificate, nate per rispondere meglio alle esigenze della grande industria. Il risultato è che tutto quello che mangiamo ha lo stesso sapore”.

Un confronto con il passato è inevitabile.

Fino a qualche anno fa – continua Napoliello, esistevano molte varietà orticole. Alcune non avevano un nome ben definito e spesso derivava dall’uso che se ne faceva come, ad esempio, il “pomodoro al sole” o il “pomodoro quarantino”. Stessa cosa per il peperone: c’era quello per friggere o quello da mettere a seccare per l’inverno. La cosa bella era che gli ortaggi coltivati in zone diverse avevano un sapore diverso, perché era il terreno a conferire ogni caratteristica. Un pomodoro coltivato a Colliano, ad esempio, aveva un sapore diverso da un pomodoro coltivato a Palomonte e questa era una grande ricchezza. Purtroppo l’omologazione dettata dall’industria ci sta facendo perdere questa varietà, ecco perché il lavoro di Casa Iuorio va valorizzato e preservato”.

Il valore delle coltivazioni in campo aperto

Angelo Napoliello ci spiega che cosa significa coltivare in campo aperto.

Mettere a dimora le piantine di verdure e ortaggi in campo aperto garantisce che saranno alimentate da agenti naturali quali vento, acqua e sole. Soprattutto i raggi del sole svolgono una funzione molto rilevante nella crescita e nella maturazione dei frutti. Si capisce subito quanto ciò possa essere differente rispetto a far crescere le piantine in un ambiente a temperatura stabile, mantenuta in modo artificiale. Sicuramente c’è un ambiente protetto che però non è naturale”.

Tutto pronto per la preparazione dei nostri orti

È tutto pronto per iniziare a preparare i nostri orti. Fra circa due settimane prenderà il via il lavoro di messa a dimora delle prime piantine di ortaggi. Inizieremo con pomodori, peperoni, melanzane e zucchine. La terra è di nuovo pronta ad accogliere e far rinascere.

Gli orti sorgeranno nella proprietà che un tempo apparteneva ai nostri nonni Domenico e Carmela.

Per avviare un orto serve un preciso lavoro di preparazione che riguarda sia i semi che la terra.

Semenzai

Le sementi, ricavate da varietà locali di ortaggi tradizionali, hanno avuto tutto il tempo per germinare e diventare robuste piantine. Sono cresciute in appositi semenzai cioè degli ambienti protetti dove la terra ha accolto i piccoli semi riparandoli dal freddo dell’inverno e preparandoli a diventare piantine vigorose, pronte per essere trapiantate.

La terra destinata agli orti

Gli orti della nostra Azienda Agricola si trovano a Palomonte, in provincia di Salerno. I nostri appezzamenti sono immersi fra il verde delle colline situate ai piedi dei monti Alburni, in un territorio che è parte della Comunità Montana Tanagro – Alto e Medio Sele, fra le riserve naturali “Foce Sele – Tanagro” e “Monti Eremita-Marzano“.

Queste riserve naturali, istituite negli anni Novanta, sono garanzia di qualità ambientale, aria pulita e biodiversità. La stessa biodiversità che vogliamo tutelare anche nella nostra piccola Azienda Agricola, che si estende per nove ettari. Continuiamo a coltivare, infatti, varietà di ortaggi locali che altrimenti scomparirebbero. Un impegno concreto, il nostro, che ci fa portare in tavola cibo sano e buono.

Entro la metà del mese di maggio, dopo essere stata lavorata e preparata, la terrà accoglierà le nuove piantine che arrivano dai semenzai. La preparazione consiste nel rimescolare gli strati superficiali del campo, insieme ai residui di precedenti coltivazioni. In questo modo si ha uno strato caratterizzato da materiale organico ricco di sostanze nutritive. Un vero toccasana per le piantine che vi saranno accolte. Le operazioni saranno svolte a mano, come facciamo da sempre nella nostra Azienda Agricola, con la supervisione del nostro agronomo di fiducia.

Preparazione dei campi

Fasi di preparazione del terreno.

 

Fresatura della terra

I nostri terreni nel verde di Palomonte.

I nostri campi insistono su delle falde acquifere naturali dalle quali preleveremo l’acqua per irrigare i campi e dare alle coltivazioni il necessario sostentamento.

Continua a seguirci per scoprire le meraviglie dei nostri orti e intanto visita il nostro shop online.

Casa Iuorio a Tuttofood, la Fiera Internazionale del Food, dal 6 al 9 maggio

32 Paesi partecipanti, prodotti provenienti da tutto il mondo, il meglio dell’enogastromia di qualità, workshop ed eventi, buyers di alto profilo. Questo e tanto altro è Tuttofood, la Fiera Internazionale del Food organizzata da Fiera Milano, che si svolgerà dal 6 al 9 maggio.

Ci saremo anche noi in questi quattro giorni di un evento che riunisce le migliori realtà agroalimentari italiane e internazionali, per favorire uno scambio di qualità. Fra le novità di quest’anno la partecipazione di Cina e Stati Uniti. E, inoltre, la predisposizione di aree apposite per conoscere le opportunità offerte dalla tecnologia 4.0 applicata al comparto alimentare.

Innovazione e alimentazione è un binomio che conosciamo molto bene e applichiamo anche nella nostra azienda agricola. Un binomio che vogliamo integrare con una tradizione che ci sprona a ritornare a mangiare in modo semplice e sano. Anche per questo abbiamo scelto di partecipare a Tuttofood, un grande attrattore del settore che permette di capire fin da subito quali saranno i trend enogastronomici dei prossimi mesi. E, cosa ancora più importante, sarà una grande occasione per incontrare buyers di tutto il mondo, nella tranquillità di aree appositamente predisposte.

Il marchio Casa Iuorio protagonista a Tuttofood

Per noi si tratta di una prestigiosa vetrina in cui mettere in mostra i nostri prodotti come veri gioielli. È anche l’occasione unica per poter illustrare tutti i passaggi della nostra filiera produttiva: dagli orti fino al vasetto. Il risultato è un prodotto sano e buono, che nasce nei nostri appezzamenti situati in provincia di Salerno, coltivati in campo aperto.

Seguiamo l’intento di fondere la vocazione di una terra da sempre ospitale con la consapevolezza di volerla preservare e valorizzare grazieal supporto di esperti professionisti, dall’agronomo al tecnologo alimentare. Le nostre coltivazioni sono fatte nel rispetto della biodiversità locale, salvaguardando le specie autoctone che continuiamo a piantare secondo la propria stagionalità.

Nel nostro lavoro niente viene improvvisato: abbiamo esperienza con le materie prime, conosciamo le ricette tradizionali che rivisitiamo nel rispetto dei più alti standard di qualità e sicurezza alimentare e abbiamo l’esperienza nel settore export che ci consente di far conoscere i nostri prodotti in tutto il mondo.

Porteremo con noi le creme al tartufo, i sottoli, le conserve di pomodoro, l’olio extra vergine di oliva DOP Colline Salernitane, i sughi pronti: tutto il meglio che la nostra dispensa può offrire.

Ti aspettiamo al nostro stand: Hall 1, Stand B02 B10 C01 C09.

La nostra ricerca dei semi autoctoni della Valle del Sele

Se c’è una cosa che contraddistingue la nostra azienda agricola è la volontà di ricercare semi autoctoni e continuare a coltivare orti con le specie dell’Alta Valle del Sele, in provincia di Salerno.

Oggi le varietà più coltivate sono selezionate in base alla maggiore resa, ai gusti dei consumatori e alle tecniche di coltivazioni intensive. In questo modo si sta andando incontro ad una incredibile omologazione, sia di gusto che di biodiversità agricola. Dimenticando come le varietà più antiche siano anche più resistenti alle malattie e ricche di maggiori nutrienti.

Spinti da queste consapevolezze abbiamo deciso di iniziare un percorso di studio e ricerca alla scoperta di antiche sementi locali. Vogliamo restituirle alla terra e poi riportarle sulle tavole degli amanti della buona cucina.

Per fare un esempio di cosa significhi recuperare semi autoctoni di una antica varietà agricola, riportiamo il nostro percorso alla ricerca dei semi del broccolo aprilatico, che cresce nei nostri circondari. Con quale obiettivo? Farlo assaggiare presto agli esploratori del gusto, sempre in cerca di sapori essenziali e autentici.

Broccolo aprilatico: la ricerca dei semi autoctoni

Il confronto con gli anziani contadini del posto è stato l’elemento alla base della nostra indagine conoscitiva. Seguendo le loro indicazioni siamo riusciti a risalire alle zone di coltivazione. E alle famiglie che potevano essere ancora in possesso dei semi, ormai difficili da trovare. Spesso, infatti, queste varietà sono coltivate solo in ristretti contesti familiari e raramente chi custodisce i semi è a conoscenza del valore di ciò che possiede.

Le prime indagini non sono andate a buon fine, abbiamo identificato diverse varietà di broccolo ma non il broccolo aprilatico che stavamo cercando. E ciò ci ha permesso di riflettere sulle ricchezze della agrobiodiversità della zona in cui la nostra famiglia ha da sempre coltivato la terra e in cui abbiamo deciso, in continuità, di avviare la nostra azienda agricola.

 

Broccolo "spiert" di Palomonte.

Broccolo “spiert” di Palomonte.

 

Friariello.

Friariello.

 

Cima di rapa.

Cima di rapa.

Tenacia e fortuna ci hanno condotto sulla buona strada, dopo quasi un anno di confronti. E quando pensavamo di dover gettare la spugna abbiamo finalmente incontrato un’anziana signora che possedeva i semi autoctoni del broccolo aprilatico, proprio quello che stavamo cercando!

Broccolo aprilatico.

Broccolo aprilatico.

Si tratta di un broccolo che porta con sé la primavera, chiamato così proprio per richiamare il mese in cui viene raccolto. Questo broccolo si semina nel periodo settembre-ottobre e si coglie per tutto il mese di aprile, fino ai primi di maggio. Presenta un colore verde chiaro, consistenza delicata e gusto dolce che si può assaporare in cucina in tanti modi, ma per apprezzarlo al meglio consigliamo di prepararlo scaldato come contorno fresco oppure saltato in padella.

A Casa Iuorio studio, amore e competenza per un cibo sano e buono

Casa Iuorio è nata dall’idea di coltivare specie autoctone di verdure e ortaggi tipici della Valle del Sele.

E dalla voglia di soddisfare una richiesta crescente: tornare a mangiare cibo sano e naturale, con pochi ingredienti, semplici e buoni, proprio come quando eravamo bambini.

Spinti da questo desiderio, abbiamo iniziato a trasformare i preziosi doni della nostra terra – profumati, genuini e ricchissimi di sostanze nutritive, per offrire gli antichi sapori di casa nostra.

Abbiamo messo su una grande cucina, moderna e attrezzatissima, immersa nel verde di Palomonte, in provincia di Salerno. Qui ogni giorno sperimentiamo nuove idee, ci divertiamo nella creazione non solo di conserve, ma anche di sottoli, sughi, creme, infusi.

Il nostro intento è creare un marchio di eccellenza del food italiano, che tragga un’ispirazione visionaria dal mondo dei nostri nonni e che rappresenti un punto di riferimento per gli amanti del cibo sano e genuino.

Con grande determinazione abbiamo iniziato a mettere insieme esperienza su esperienza, rafforzata da studio e disciplina. Non solo gli studi e i master ma anche gli anni trascorsi all’estero ci hanno fatto acquisire un corposo bagaglio di conoscenze.

Chi siamo

La nostra squadra è composta da Claudio, Anna e Mirella, tutti accomunati da un solo sogno: competere ad altissimi livelli, sapendo di poter contare su prodotti dalle caratteristiche inimitabili.

Claudio & Anna, entrambi laureati in lingue e con una lunga esperienza in campo commerciale, soprattutto nel settore export.

Claudio, amante della natura e appassionato di agricoltura, segue tutte le fasi della coltivazione dei terreni, aiutato da un esperto agronomo.

Anna, cresciuta in una famiglia irpina, con una grande passione per il cibo sano e la buona cucina, si è sempre richiamata a questo modello, anche per proporre nuove ricette per la dispensa di Casa Iuorio.

Mirella, laureata in Scienze Ambientali, coltiva da sempre il desiderio di dare sostanza alla tutela del territorio, attraverso la valorizzazione dei suoi prodotti migliori.

La ricetta per l’eccellenza? La preparazione!

Oggi sarebbe impensabile continuare a coltivare la terra come si faceva 60 anni fa o riprodurre pari pari le ricette della nonna. Grazie alle nuove conoscenze sono stati acquisiti e perfezionati molti processi che abbiamo fatto anche nostri, ed è diventata inevitabile la collaborazione con specialisti di diversi settori.

Il contadino si avvale sempre più della collaborazione dell’agronomo per ridurre/eliminare l’uso di pesticidi e altre sostanze chimiche, mentre il tecnologo alimentare è entrato in cucina ad affiancare chi sta ai fornelli, permettendo alle ricette della tradizione di essere conservate al meglio, nel rispetto degli standard volti a garantire tracciabilità, sicurezza e qualità degli alimenti.

Il nostro team si è così allargato con un agronomo di fiducia, un professionista accreditato presso la Regione Campania, che collabora con l’Università degli Studi di Salerno e con il CRAA – Centro per la Ricerca Applicata in Agricoltura. E con un tecnologo alimentare, un professionista di alto livello, già consulente di altre prestigiose aziende del food italiano.

Lavorare in questo modo ci permette di valorizzare al meglio le nostre produzioni non intensive, preparate a mano dalla raccolta al vasetto, nel rispetto di ogni normativa vigente.

I nostri prodotti nel mondo

I nostri prodotti sono conosciuti ed apprezzati non solo in Europa (Svizzera, Francia, Germania, Svezia,) ma anche nei mercati più lontani e difficili, come Asia e Medio Oriente.

Ormai sappiamo bene che quando ci si rapporta con i mercati esteri si incontrano clienti esigenti e preparati, che conoscono bene l’Italia e la sua cultura alimentare e hanno delle richieste molto specifiche. Chi compra all’estero non vuole solo assaggiare il prodotto e sapere che è buono e che soddisfa le sue papille gustative. Vuole avere anche le specifiche tecniche del prodotto, conoscere i valori nutrizionali, oltre all’analisi sensoriale e a molte altre informazioni che bisogna essere pronti a fornire.

Api e chiocciole: la vita che popola i nostri campi

È bastato qualche giorno di sole, dopo le continue piogge dei mesi scorsi, per assistere nuovamente al meraviglioso spettacolo della natura che si rinnova.

Chiocciole, api e altri piccoli animali sono ritornati a popolare i nostri terreni, a posarsi su fiori e piante. Eravamo in mezzo ai campi per la raccolta dei broccoli: le api ronzavano alla ricerca di polline, le chiocciole erano in cerca di cibo e rifugio.

Sappiamo quanto la presenza degli insetti e di altri minuscoli esseri viventi sia un fattore rilevante per l’agricoltura. Soprattutto le api, grazie alla loro funzione di impollinatori naturali, permettono alle piante di riprodursi e continuare il loro ciclo vitale.

L’importanza della presenza degli insetti nei campi

Vedere le api e altri insetti fra le nostre coltivazioni ci incoraggia a proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso. Siamo consapevoli del ruolo svolto da questi piccoli esseri viventi per l’ecosistema del nostro pianeta.

Proprio la settima scorsa abbiamo letto una notizia preoccupante sulla prestigiosa rivista National Geographic. Secondo quanto riportato dall’articolo, tante specie di insetti stanno gradualmente scomparendo. E le prospettive non sono per niente incoraggianti. Molti insetti sono a rischio di estinzione, con danni inestimabili per gli altri esseri viventi. Molti insetti, infatti, non sono solo cibo necessario per altri animali della catena alimentare ma svolgono la funzione indispensabile dell’impollinazione, senza la quale non avremmo frutti e piante e in più sono dei perfetti “spazzini” per ripulire l’ambiente.

Ma quali sono le cause che spiegano la riduzione di tante specie di insetti?

Le ipotesi sono molteplici e non esiste un’unica responsabilità. Fra gli imputati ci sono temi molto sentiti in questo nostro momento storico: l’inquinamento, i cambiamenti climatici, le coltivazioni intensive e in serra con l’uso di insetticidi, le rapide trasformazioni degli ambienti rurali. In generale si sono ridotti gli habitat naturali di molte specie di insetti e ciò ne ha decretato la difficoltà a sopravvivere.

L‘esempio più evidente è proprio quello delle api. Da diversi anni ormai si levano appelli per evitarne la morìa ed è sempre di questi giorni la notizia che in Baviera una petizione salva-api ha ottenuto un grande successo popolare, raccogliendo molte adesioni, a dimostrazione della maggiore sensibilizzazione verso questo problema.

Ci piace affrontare queste tematiche perché la conoscenza e la consapevolezza sono strumenti fondamentali per invertire la marcia e recuperare un sano equilibrio fra la natura e l’uomo.

 

Api sui broccoli

Le api sui fiori dei nostri broccoli.

 

Casa Iuorio api su fiori di zucca

Ape sui nostri fiori di zucca la scorsa primavera.